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IL LABIRINTO DI PAN Work-shop di arte contemporanea

A cura di Debora Di Gesaro e Consuelo de Gara

Parco delle Madonie, 7-23 dicembre 2007

 

“Il labirinto di Pan” non è una mostra. Si tratta piuttosto di una performance collettiva finalizzata alla produzione di opere individuali. Dodici artisti italiani, francesi, canadesi e statunitensi (la maggior parte dei quali alla prima esperienza siciliana) vivranno insieme in una casa a Collesano, piccolo centro abitato del Parco delle Madonie, nell’entroterra di Cefalù. Da lì, ogni giorno, si sposteranno sui mezzi messi a disposizione dall’Ente Parco per andare alla ricerca di Pan e realizzare installazioni, video, fotografie, pitture murali e performance basate su alcuni archetipi a cui il suo mito fa riferimento: la dualità che porta impressa nella sua doppia natura, umana e caprina; il fascino selvaggio, lussurioso, pauroso ma sempre attraente, che esercita, specie inconsciamente, laddove le pulsioni trovano rifugio; l’età dell’oro, lo stato primitivo dove la felicità è armonia, equilibrio con le forze della natura. Gli artisti coinvolti nel progetto trascorreranno molto tempo nei piccoli paesi del Parco, alla scoperta della sua storia e delle persone che – nonostante sia uno dei luoghi a più alto decremento abitativo - continuano a risiederci. Il work-shop si allargherà dunque dalla casa in cui per due settimane hanno abitato gli artisti a tutto il comprensorio madonita. E sarà proprio da queste interazioni che il processo creativo dovrà svilupparsi e finalizzarsi nelle opere.

 

La performer multimediale anglo-italiana Anna Maria Destefanis realizzerà (nella Grotta Grattara di Gratteri una delle sue performance site-specific che traggono esclusivo alimento dal dialogo con il territorio, fatto di luoghi e 1081 persone che li abitano, e dalla sua convinzione che l’arte sia uno strumento terapeutico di liberazione dall’ossessione della convenzionalità. Il mito di Pan si manifesterà nella sua natura duale e nella sua dimensione psichica, attraverso la conflittualità risolta dall’artista con interventi assimilabili alla terapia di gruppo.

 

Sempre il piccolo centro abitato di Gratteri e i boschi che lo circondano saranno l’oggetto della riflessione di Giovanni de Gara, trentenne artista fiorentino che lavorerà sulle implicazioni individuali e sociali del mito di Pan, tra pulsioni e adattamento, contaminando le suggestioni archetipiche che esse suggeriscono con una divertita e dissacrante indagine sui “miti contemporanei” del territorio madonita, come l’inquietante prodigio genetico del cinghia-maiale, animale duplice.

 

Nei frassineti di Pollina e San Mauro Castelverde e nel bosco di agrifogli giganti di Petralia, Pan si manifesterà attraverso la malia delle sue ninfe, vestite dalla fashion-artist alessandrina Francesca Pedemonte con surreali abiti-scultura fatti di ceramica madonita e pizzi lavorati insieme alle ricamatrici del luogo. Il fotografo catanese Valerio D’urso inquadrerà con occhio volutamente (quasi forzatamente) fashion le sue ninfe contemporanee e raccoglierà nelle sue foto le implicazioni tutt’altro che patinate dell’interrelazione tra natura e artificio.

 

Il giovane artista francese Jerome Clair rivolgerà invece la sua attenzione alle testimonianze arcadiche che ancora sopravvivono nei luoghi di questo angolo del nord della Sicilia e negli antichi mestieri dei suoi abitanti. Isolerà icone significative di un quasi inesplorato materiale antropologico arcaico e le sottrarrà al fluire del tempo proteggendole (e insieme imprigionandole) in grandi teche da museo.

 

Un’operazione di dichiarato stampo surrealista sarà invece l’installazione dell’ex-PS1 Fabrizio Rivola che con le sue opere crea essenzialmente macchine per pensare: tra i resti archeologici dell’insediamento medievale di Terravecchia (Caltavuturo), ovvero in uno dei territori più ricchi di piante endemiche rare e straordinari prodigi della natura, l’artista imolese pianterà il suo bosco straniante e surreale, dimora ideale per Pan e le sue ninfe.

 

Ai materiali ed all’attività dell’apicoltura, tipica del territorio del Parco delle Madonie, condotta, nel mito, proprio da Pan, fa invece esplicito riferimento il progetto che verrà realizzato da Attilio Tono e Veronique Pozzi: nell’antico Chiostro di Collesano i due artisti milanesi costruiranno un’installazione artistica di ispirazione costruttiva ed architettonica, interamente realizzata in cera d’api.

 

Una risemantizzazione dello spazio occupato dai mulini nel parco di Scillato e la ricreazione del tempo mitico, sono invece gli obiettivi della ricerca che lo statunitense Chris Scott condurrà durante le due settimane di work-shop: dove un tempo scorreva l’acqua che alimentava le macine guizzeranno pesci artificiali e dove un tempo regnava il silenzio del Parco verranno amplificati i suoni della strada.

 

RUN, artista marchigiano tra i più interessanti esponenti della Public Art, e la scultrice basca Beatriz O. si occuperanno invece di un’operazione di rottura e al contempo di conservazione: nell’antico borgo di Castellana Sicula, famoso per i suoi murales e trompe l’oeil, i due artisti (alla prima esperienza di collaborazione) realizzeranno “Fantastic Home”, un’opera polimaterica che fonde i disegni e le pitture murali che hanno reso famoso RUN con le sculture di legno e “oggetti trovati” di Beatriz. La casa fantastica prenderà le forme di una vera e propria dimora incantata, rappresentativa della totalità del Dio Pan, mimetizzata, invisibile agli occhi distratti ma percepibile da chi, come Pan appunto, intravede la realtà che i simboli sottendono.

 

Ed Pien e Johannes Zits, coppia di artisti canadesi, affronteranno Pan attraverso installazioni e disegni che rimandano ad uno degli archetipi a lui maggiormente legato: la sessualità. Zits indagherà la perenne ricerca di appagamento del desiderio insaziabile maschile e cercherà di rappresentarla con il video di un uomo nudo che corre, tra il labirinto dei boschi, in preda al furore panico; Pien, riprendendo le recenti scoperte sul mito di James Hillman, noto psicologo americano, lavorerà intorno alle pulsioni e alla masturbazione e produrrà diversi disegni,tutti convergenti verso le tematiche sessuali ed ermafrodite del mito, collegati tra loro attraverso una matrice di senso labirintica, proprio come i percorsi inconsci della sessualità umana.

 

 

 

Prodotto realizzato con il contributo finanziario della Regione Siciliana

Assessorato dell'Agricoltura e delle Foreste - Dipartimento Foreste - Fondo Regionale per la Montagna

 

 

 

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